Broker Forex, differenza tra market maker e ECN/STP

By | 27 maggio 2015

broker forex

Tutti gli investitori ben sanno che i broker rappresentano un elemento fondamentale del sistema di trading: attraverso loro è infatti possibile impartire le proprie istruzioni al mercato Forex, ed è dunque possibile cercare di conseguire un guadagno intermediato proprio dalla loro prestazione. Ma quante tipologie “tecniche” di broker esistono?

Market maker

Iniziamo questo breve focus con i market maker, che hanno come principale caratteristica quella di creare, internamente, una  sorta di sotto mercato nel quale tutti gli ordini possono essere potenzialmente eseguiti. Dunque, il market maker non è solamente un intermediario che funge da tramite tra il trader e il mercato, quanto un vero e proprio esecutore dell’ordine, trovando una controparte interessata allo scambio o, qualora lo ritenesse opportuno, realizzando un ordine fantasma in grado di giustificare il primo. Il funzionamento del mercato interno al market maker è garantito dal dealing desk, frequentemente automatizzato attraverso algoritmi personalizzabili.

Numerosi possono essere i vantaggi derivanti dalla fruizione di un broker market maker. Si pensi ad esempio all’abbattimento delle commissioni (i market maker lucrano sugli spread), ai bassi depositi iniziali, alla possibilità di poter fruire di leve finanziarie molto elevate, o ancora alla possibilità di poter fornire agli utenti delle interfacce molto semplici da utilizzare, aprendo di fatto il mondo degli investimenti anche ai neofiti.

Di contro, spesso i market maker offrono degli spread molto alti (abbiamo d’altronde appena ricordato che gli spread sono la loro unica fonte di guadagno!), e il rischio che, in caso di scorrettezze, si possano manipolare i prezzi (elemento sul quale molte critiche si concentrano con frequenza).

Broker ECN / STP

Una forma tecnica alternativa ai market maker è il broker ECN, acronimo di Electronic Communication Network. In questo caso si tratta di un broker che funge da semplice intermediario, senza sostituirsi al mercato vero e proprio attraverso un mercato interno (come invece avviene con i market maker). Dunque, i broker ECN fanno da semplici “passacarte” degli ordini, senza partecipare proattivamente agli scambi e senza macchiarsi del dubbio di manipolazioni.

Il trader che si avvale di un broker ECN potrà dunque interagire direttamente con il mercato reale, senza dealing desk e con maggiori velocità di esecuzione. Potrà inoltre fruire della profondità del mercato (vedendo i volumi disponibili e i prezzi reali che vengono applicati sul mercato) e fruire di spread più bassi (il differenziale è spesso di qualche pip rispetto agli spread dei market maker). Di contro, il ricorso agli ECN presuppone il pagamento di commissioni, e il fronteggiare situazioni in cui leve e depositi non sembrano essere così appetibili come invece avviene per i broker market maker.

Una forma ulteriormente alternativa è infine rappresentata dai broker STP, Straight Through Processing. Si tratta di broker con caratteristiche similari a quelle dei market maker, ma che “ricordano” gli ECN per l’assenza del dealing desk. Pertanto, pur creando una sorta di mercato interno (come i primi), l’esecuzione degli ordini viene completamente automatizzata, eliminando il rischio teorico di manipolazione dei prezzi.

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